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Corso di formazione per combattere gli stereotipi all'origine delle discriminazioni di genere Nel 2009-2010 si è tenuto a Firenze il Corso Fuori dal senso comune finalizzato alla formazione di un sapere critico nei confronti degli stereotipi di genere, mostrandone i percorsi di costruzione e sedimentazione, le origini sociali, politiche e culturali. Promosso dall'Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Firenze, con un finanziamento della Regione Toscana, e affidato alla SIS, il corso - progettato da Isabelle Chabot e Anna Scattigno che lo coordinano insieme a Elena Martini - si rivolge agli insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori della Provincia di Firenze e al personale delle amministrazioni pubbliche con competenze nella formazione, nelle politiche giovanili e nelle pari opportunità.
L'obiettivo è di fornire alle corsiste e ai corsisti le categorie concettuali, le metodologie e gli strumenti per elaborare, nell'ambito delle loro diverse discipline e competenze, una proposta didattica e formativa originale e innovativa, che consenta ai giovani di riconoscere e smontare gli stereotipi di genere; di elaborare modelli plurali e duttili, per una esplicazione delle loro attitudini e inclinazioni in tutti i campi degli studi e della formazione; di emanciparsi dai pregiudizi legati al sesso, che ancora determinano emarginazione ed esclusione.
Incontro inaugurale 3 dicembre 2009 ore 16,30 - 19,00 Palazzo Medici Riccardi - Sala Pistelli Via Cavour, 1 FIRENZE
Donne "fuori dal senso comune"stereotipi, immagini, identità Ore 16.30 Introducono: Andrea Barducci Presidente della Provincia di Firenze Alessia Ballini Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Firenze Elisabetta Vezzosi Presidente della Società Italiana delle Storiche Intervengono: Iaia Caputo scrittrice e giornalista Concita De Gregorio giornalista, direttrice de L'Unità Elena Pulcini docente di filosofia, Università di Firenze Ore 18.00 Proiezione del documentario Il corpo delle donne (2009) di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chindemi, Cesare Cantù
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