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20 Apr 2012

Leila_El_Houssi_23aprileL' Osservatorio per la diffusione degli Studi di Genere e la cultura delle Pari Opportunità /OGEPO con il Dipartimento di Studi umanistici/DIPSUM e la Società Italiana delle Storiche/SIS organizzano

La rivoluzione velata
Le donne del Maghreb all’indomani delle rivolte tra spazio pubblico e privato
con Leila El Houssi (Università di Padova e di Firenze)

X  incontro di "Immaginario e Studi di Genere. Incontri e letture interdisciplinari"

23 aprile 2012 - ore 14.30 

Partecipano all’incontro:
Gennaro Iorio, Sebastiano Martelli, Maria Rosaria Pelizzari, Carmine Pinto

L’ondata di sollevazioni e di proteste che ha animato ed anima ancora il bacino Mediterraneo e il MedioOriente, comunemente denominata “primavera araba”, ha suscitato un notevole interesse nei media e nella rete. I siti che si occupano di questo fenomeno sono alquanto eterogenei: dai principali quotidiani online nazionali e internazionali, ai blog, ai social forum, ai siti di organizzazioni governative e non.

Il vento della protesta fa emergere, in particolare, non solo l’alto tributo – in termini di vite umane e violenze subite – pagato dalle donne di ogni età e condizione per riuscire a portare innanzi il vessillo della libertà e della democrazia, ma anche le loro crescenti difficoltà a collocare le istanze di parità tra uomini e donne all’interno dei diversi processi di riforma costituzionale in corso nel mondo arabo. Leila El Houssi, nata in Italia da padre tunisino e madre italiana (siculo-triestina), studiosa di Storia dei paesi extraeuropei e in particolare della collettività italiana in Tunisia, coordinatrice del Master Mediterranean studies presso la Facoltà di Scienze Politiche di Firenze, parlerà agli studenti e alle studentesse  dell’Università di Salerno del ruolo delle donne del Maghreb nelle rivolte della “primavera araba”. Senza sottovalutare le diverse voci che hanno evidenziato come l’attenzione, nei confronti delle istanze di democrazia e di parità economica e giuridica delle donne, sia stata messa in secondo piano e rischi di essere condizionata da un ritorno dell’islamismo integralista. Il suo motto è “Per un dialogo corretto ed equilibrato occorre creare lo spazio del rispetto”. 

 

doveDove: Campus Fisciano (SA), aula 9 Lingue

pdfScarica locandina (pdf 188kb)

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