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ISSN 1594-9281
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 La rivista è edita da:
Viella - Libreria editrice

Via delle Alpi, 32 - 00198 ROMA
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05 Mar 2014

Famiglie globali.
Storie di adozioni, legami, immaginari

“Genesis. Rivista della Società Italiana delle Storiche” invita a presentare contributi per un numero monografico sulla trasformazione delle famiglie e dei ruoli familiari nei processi di globalizzazione e di protoglobalizzazione.

In anni recenti la ricerca storica ha posto al centro dell’attenzione lo spazio. Lo spazio, come costruzione storico-sociale e come categoria che sollecita un’analisi delle connessioni orizzontali e dei contatti, scambi e circolazione di saperi, persone e beni attraverso i confini è oggi al cuore di un ripensamento globale del cambiamento storico. In un panorama storiografico in cui la storia transnazionale e globale è un oggetto in corso di definizione, i contesti, gli attori sociali e i processi di scala mantengono un’importanza fondamentale. La storia di genere è stata in gran parte

 

assente da questo campo di studi e sta prendendo posizione all’interno di quelle che sono state definite “le storie connesse” (connected histories). Facendo convergere una lunga e solida tradizione di ricerca sui modelli familiari, la loro formazione e i legami emotivi e affettivi che li esprimono con le nuove domande poste dagli “incontri” transnazionali e dalle relazioni di potere, questo numero di “Genesis” indaga le pratiche formali e informali di adozione attraverso scale spaziali diversificate e in una lunga diacronia, dal XVI al XX secolo. L’adozione è una pratica governata non solo da norme giuridiche e sociali, ma anche da immaginari e aspettative connessi ai significati mutevoli attribuiti alla famiglia. Focalizzando l’attenzione sulle adozioni, riusciamo a storicizzare il concetto di famiglia e il significato dei ruoli familiari (maternità/paternità, infanzia, formazione della coppia coniugale) oggetto di negoziazioni e conflitti su scala regionale, nazionale e degli imperi coloniali in formazione. L’attenzione alle pratiche adottive e alla circolazione dei bambini consente anche di decostruire il significato occidentale e cristiano di famiglia. I valori attribuiti alla consanguineità e al sangue sono cruciali nell’orientare una scelta di genere: adottare un maschio significa garantire la sopravvivenza del nome e del patrimonio, mentre l’indebolimento sociale dei legami di sangue può incrementare l’adozione di femmine. Muovendosi oltre l’Europa, è fondamentale esplorare l’intersezione di cultura, religione, genere, classe, razza/etnia, età. Siamo particolarmente interessate a contributi che indaghino:

  • la circolazione di bambini e adulti all'interno di pratiche formali e informali di adozione in contesti vicini e lontani, dove gli adottati si muovono attraverso scale spaziali di grandezza mutevole: fra famiglie in una stessa regione o città, attraverso distanze più ampie e differenti tipi di “famiglie” (istituzionali, ospedaliere, religiose, ma anche uomini e donne singoli) 
  • pratiche adottive non occidentali
  • Il trasferimento di bambini in famiglie religiose (ordini missionari maschili/femminili) e istituzioni coloniali, sottraendoli alle famiglie naturali indigene. Che ruolo hanno le famiglie e le istituzioni in contesti di potere asimmetrico? Come influiscono sulle possibilità, le procedure e il buon esito delle adozioni?
  • Le aspettative e gli immaginari connessi alle adozioni e a specifici contesti storici e familiari. Perché, come, dove e per chi inizia un procedimento di adozione? Chi aveva più possibilità di essere adottato/a (orfani/e, contadini/e, poveri/e, non occidentali?) e di adottare? I processi di globalizzazione, le guerre, la schiavitù hanno prodotto un linguaggio della vulnerabilità e forme diverse di investimento emotivo entro relazioni di potere e disuguaglianza. In che modo i gruppi subalterni hanno potuto mettere in atto strategie di resistenza? E' possibile studiare le pratiche adottive anche in questa prospettiva analitica?

Il progetto individua alcuni tornanti cronologici: la fluidità delle forme familiari (naturali e adottive) in età pre-tridentina; il Code Napoleon che trasferisce tutti i diritti sull'adottato alla famiglia adottiva, sottraendoli alla famiglia naturale; l'emergere del benessere del bambino/a come valore centrale nel Ventesimo secolo.

Le proposte dovranno contenere: titolo dell’articolo, abstract (300 parole massimo) e breve profilo bio-bibliografico dell’autrice/ore. Dovranno pervenire entro il 15 Giugno 2014 all’indirizzo mail delle curatrici del volume:

Giulia Calvi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Katharina Stornig: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Gli articoli selezionati per la pubblicazione (max 60.000 caratteri, spazi e note incluse) dovranno essere consegnati in forma definitiva entro il 30 settembre 2014 e saranno sottoposti a peer review, anonimo nei due sensi.

Saranno considerati per la pubblicazione articoli in Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo.

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CALL FOR PAPERS. GENESIS 2015, 1

Global Families
Connected histories of family and gender
“Genesis”, the journal of the Italian Society of Women Historians invites contributions to a forthcoming issue on global families.

In recent years historical research has focused on issues of space. Space as a socio historical construction and as a category insisting upon the analysis of horizontal connections, contacts, exchanges and the circulation of knowledge, people and goods across borders is at the core of a global rethinking of processes of change. While transnational, world and global history is still a rather flexible and debatable object, rapidly expanding well beyond western research and defined within multiple historiographies, scale, actors and contexts retains crucial importance. Gender history has been largely absent from this scenario and is now in the process of positioning itself within what have been defined as “connected histories”. Bringing together a long and solid tradition of studies on family formation and emotional bonding with the challenging issues connected to transnational encounters and relationships of power this project addresses the transformation of the family and of gendered family roles in processes of protoglobalization and globalization. We are particularly keen to investigate gradual processes of change within a long diachrony and propose doing so by looking at formal and informal practices of adoption across changing space scales from the Sixteenth to the Twentieth centuries. Adoption is a point of entry not only to practices governed by different legal codes and social norms but it also involves imaginations and expectations connected to the family. Focusing on adoption allows us to historicize notions of family and meanings of related concepts (parenting, father-/mother-/childhood, couple formation etc.), which constituted contested issues across regions, nations and empires. Attention to practices (e.g. adopting newborns or working boys or girls) enables us to question the circulation of children and to deconstruct western Christian notions of family. Ideas of blood and consanguinity are crucial elements that determine gender-related choices: adopting a boy generally means transmitting property and the family name, while the social weakening of blood ties might encourage adopting girls. Introducing space and moving beyond Europe, we also aim to explore the intersecting roles of religion, ethnicity/race, class, age and culture. We are particularly interested in papers addressing: 

  • The circulation of children or adults in practices of formal and informal adoption in close vs distant contexts, which entails adoptees moving across changing space scales: between families in the same region or town, across larger distances and different types of families (adopting families, single men and women, religious and welfare institutions).

  • Non-western practices of adoption

  • Adopting institutions (religious families) and the abduction of children in transnational contexts. Which are the roles played by the various actors involved (mothers/fathers, relatives, governments, institutions) and how do power relations affect the chance, procedure and onditions of adoptions?

  • The imaginations and expectations involved in practices of adoptions and their connections to historically specific forms of family and belonging. Why, how, for whom and where did adoption take place? Who was likely to be adopted (peasants, orphans, poor, non-western boys and girls etc) and to adopt? Globalizing processes of empire building, wars, slave trade, migrations produced changing notions of vulnerability and new (emotional) connections in highly unequal settings where disparities of power are obvious. What strategies do powerless groups develop? Can adoption be viewed also in this perspective?

The project takes into account some turning points: the pre-Trent fluidity in the definition of family (natural and adopting); the Code Napoleon and the transfer of all rights to the child from the natural to the adopting family and the emergence of the well-being of the child as a key value in Twentieth century practices of adoption.

Proposals must contain: an abstract (no more than 300 words) and a short cv and must be e-mailed by June 15, 2014 to the two editors:

Giulia Calvi ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )
Katharina Stornig ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Articles selected for publication ( no more than 60.000 types including spaces and footnotes) must be sent in by September 30, 2014 and will then be submitted to a double blind referee.

Texts in Italian, English, French and Spanish will be considered for publication.

 

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